VENERE E ADONE
siamo della stessa mancanza di cui sono fatti i sogni

di e con Roberto Latini
musica e suono Gianluca Misiti | luce Max Mugnai
costume Gianluca Sbicca | scena Marco Rossi

durata 25′

Scheda artistica

Locandina

Estratti stampa

Foto

In uscita da questo tempo immobile, mi piace riferirmi allo stesso argomento che scelse Shakespeare quando i teatri a Londra nel 1593 furono chiusi per la peste: Venere e Adone.
L’amore terrestre e quello divino nel disarmo di un destino ineluttabile.
Voglio smettere lo spettacolo, o la proposta che gli farebbe il verso, a favore di un materiale in movimento, incessante, fluido. Provare ad aprire al pubblico l’impreparazione del processo creativo, non alcuna pretesa di prodotto finito.
Immagino percorsi senza tappe, oppure immagini senza continuità.
Di versi dispersi.
La scena suggerisce la creazione, eppure non l’afferra, lasciandosi ciclicamente contemplare o collocare altrove.